Uno dei primi romanzi macabri italiani.

Giulio Piccini Jarro

I ladri di cadaveri

Teresa Uzeda Duffredi abbandona Firenze dopo la separazione dei genitori per seguire la madre a Milazzo, dal nonno: il barone Giuseppe Palmi. Mentre il padre Raimondo riprende la sua vita mondana e

Firenze, 1836. Nella malfamata Osteria del Frate, alle porte della città, poco fuori Porta della Croce, bazzicano precettati, gente rozza, ladri. All’alba, sulla porta della taverna viene ritrovato un calesse con a bordo il cadavere di un uomo decapitato.
È solo l’inizio di un incubo. Emergono la mano mozzata di una donna, portata in stato confusionale al Commissariato di Valfonda; una testa ritrovata tra i vicoli; una pozza di sangue nella storica Torre degli Amieri. È l’inizio di una scia di morte, perché un feroce assassino sta disseminando Firenze dei pezzi disarticolati delle sue vittime.
A dare la caccia a questa spietata mente criminale è Domenico Arganti, detto Lucertolo, commissario di Santa Maria Novella. Antico precursore dei moderni investigatori, Lucertolo usa il metodo deduttivo, i travestimenti. Si muove a suo agio tra i vicoli dei reietti, i conciatori e i locandieri della Firenze più oscura.

Uno dei primi romanzi macabri italiani.

Genere: Narrativa
ISBN: ‎ 979-12-81813-21-2
292 pagine
€ 12,00, cartaceo
€ 4,99, ebook
In vendita da ottobre 2026